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Lunedì, 13 Lug 2020

Vita fraterna e solitudine

La vita monastica benedettina è di tipo cenobitico, cioè comunitario. Così la desidera San Benedetto che al Capitolo I della sua Regola lo dichiara esplicitamente ritenendola, in base a considerevole esperienza, la condizione più idonea per vivere il Vangelo, nell’obbedienza a Cristo concretamente all'abate, ai fratelli e alla propria debolezza.

Infatti il presupposto di ogni cammino di sequela non vi è un'iniziativa personale, ma la chiamata del Signore che risuona nell’annuncio promosso dalla comunità cristiana: ogni cammino avviene sempre nella Chiesa con la Chiesa. Di questa spiritualità comunionale della Chiesa il monachesimo vuole essere segno. Noi fratelli di Dumenza cerchiamo, con fragilità ma sincerità, la via della comunione. Desideriamo riconoscere la misericordia di Dio che ci chiama a vivere gioiosamente, a servirci con rispetto e sacrificio, a custodire nel perdono vita di ciascuno.

Questo stile comunionale prevede tuttavia dei tempi e spazi di solitudine in cui ciascun monaco coltiva responsabilmente la propria risposta di fede alla chiamata del Signore. Si tratta di esercitare quell'habitare secum caro alla prima generazione monastica che rende ciascuno adulto e responsabile di fronte al dono che è il Vangelo per la vita di tutti. infatti la vita secondo lo Spirito nasce e si fortifica in quell'interminabile ascolto interiore dello stesso Spirito che opera in ciascuno dopo aver operato nel cuore della comunità e viceversa.