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Domenica, 05 Dic 2021

La comunita' oggi

L'immagine qui riprodotta fa riferimento all'Introduzione al Noviziato di fr Martino Luca (al centro della foto, in piedi)
Attualmente la comunità è formata da diciassette fratelli, di cui: 9 di voti definitivi (fr Luca, fr Andrea, fr Nicola, fr Adalberto, fr Giovanni, fr Lino, fr Roberto, fr Pierantonio, fr Alberto), 5 professi temporanei (fr Davide, fr Alberto Maria, fr Elia, fr Ambrogio, fr Rupert), 1 novizio (fr Martino Luca) e 2 postulanti (fr Gianfranco e fr Mauro). Oltre alla preghiera (personale e liturgica), alla vita fraterna con i suoi servizi, all’ospitalità - sempre molto sentita - le altre attività lavorative consistono in un laboratorio di restauro del libro, un atelier iconografico, in numerose  collaborazioni editoriali e, ultimamente, un atelier artigianale di ceramica. Anche i lavori domestici della casa, dalla cucina alla lavanderia, alla cura degli ambienti, interni ed esterni, sono tutti affidati ai fratelli della comunità.

Il nome scelto – Comunità monastica "Santissima Trinità" – esprime il desiderio di essere, nella nostra di ricerca di Dio, mistero che riflette la vita del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Guardando all’amore del Padre, desideriamo essere, nella gratuità, comunità di ascolto, di celebrazione, di lode. La preghiera, che scandisce la giornata e la consacra come tempo di Dio, ci pone continuamente come poveri dinanzi al mistero della salvezza gratuita di Dio che la liturgia della Chiesa celebra.

Guardando all’obbedienza del Figlio, impariamo a vivere il valore dell’incarnazione nell’attenzione alla situazione ecclesiale, sociale e culturale nella quale ci troviamo a vivere. Non siamo tuttavia preoccupati di individuare quali servizi svolgere in essa, quanto piuttosto di un inserimento profondo, attraverso l’offerta di noi stessi nella professione degli impegni evangelici e nella vita comune, nel mistero della Chiesa, che contribuiamo a edificare con la nostra vita «nascosta con Cristo in Dio».

Guardando alla comunione dello Spirito santo, impariamo l’atteggiamento della condivisione, che ci sollecita a una ospitalità fraterna, soprattutto dei più poveri e a condividere la nostra vita (lectio divina, preghiera, lavoro, fraternità), con quanti si accostano alla comunità. Inoltre, ci apriamo alla condivisione della vita degli ospiti, in ascolto e accoglienza delle loro esperienze, nelle quali trovano eco «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi». Desideriamo rimanere attenti soprattutto a coloro che domandano aiuto nel loro cammino di fede, o chiedono come cercare Dio, senza la presunzione di insegnare ciò che prima non abbiamo cercato personalmente di vivere (cfr Costituzioni, artt. 8-10).

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Sin dagli inizi della sua storia la comunità ha maturato la scelta di un maggiore inserimento nella Chiesa locale. Sua caratteristica è pertanto quella di essere una comunità diocesana che segue la Regola di san Benedetto. Ci è parso infatti che la centralità di nuovo assegnata dal Concilio Ecumenico Vaticano II alla Chiesa locale chiedesse anche alla vita monastica di ripensare il suo rapporto con la Chiesa locale. Nel corso del tempo, tuttavia, la Comunità ha anche maturato il desiderio di un maggiore collegamento con le altre comunità benedettine italiane. Per questo motivo, dal 2010, ha stabilito una affiliazione con la Provincia italiana della Congregazione Cassinese-Sublacense, che le consente nello stesso tempo di mantenere la propria fisionomia di monastero diocesano e di essere in comunione con le altre comunità monastiche italiane.