INCONTRARE LA
"DISPERANZA"
del Mistero Pasquale del Signore Gesù
Il Giovedì Santo segna l'inizio del Triduo Pasquale. è la porta che introduce nei misteri
della Passione, Morte e Risurrezione del Signore.
È un giorno teologicamente ricchissimo, in cui si manifestano l'amore di Dio
che si fa dono nell'Eucaristia e il comandamento di un amore fraterno che si concretizza
nel servizio umile. È un giorno che interpella profondamente la coscienza del credente,
chiamandolo a conformare la propria vita al modello di Cristo
che ha amato "sino alla fine" (Gv 13,1).
OMELIA - Celebrazione Eucaristica "In Coena Domini"
TESTO - Meditazione biblico - liturgica proposta agli ospiti
OMELIA - "Celebrazione della "Passione del Signore"
TESTO - Meditazione biblico / liturgica proposta agli ospiti
AUDIO - Meditazione biblico / liturgica proposta agli ospiti
AUDIO - Meditazione biblico - liturgica proposta agli ospiti
Quest'anno il nostro Cero pasquale non è solo un simbolo liturgico, ma un vero e proprio manifesto di universalità. Fr Ambrogio, con il suo inconfondibile tocco cubano, ha saputo far dialogare culture lontanissime! È divertente scoprire come sia nato. "Ho cercato di disegnare una croce armena", racconta sorridendo fr. Ambrogio, "poi ho chiesto all'intelligenza artificiale quali fossero i colori della loro tradizione armena". È così che la sapienza antica dell'Armenia ha incontrato l'algoritmo moderno. Ma non lasciatevi ingannare: se l'IA ha suggerito la tavolozza, è stata la mano del nostro fratello a trasformare freddi dati in vita. È un cero "tecnologico" nel processo, ma profondamente artigianale e spirituale nel risultato. Proprio guardando all'imprevedibilità del risultato finale, fr. Ambrogio ha commentato con la sua solita ironia: "Questo cero è frutto della mia goffaggine e della creatività dello Spirito". Guardando a quest'esplosione di decori, fr. Ambrogio ha notato un'ispirazione inaspetata: "A tratti mi ricorda le decorazioni del Giorno dei Morti messicano". Non c’è paragone più azzeccato! Quell'estetica vibrante, tipica del Messico, non celebra la fine, ma la vita che continua. In fondo, la Pasqua è proprio questo: la nostra festa della vita che vince la morte. È un’esplosione di colori per gridare al mondo che il buio della tomba non ha l’ultima parola. Qui, il calore della sua anima caraibica si fonde perfetamente con la gioia della Risurrezione. Avvicinandovi, lasciatevi incantare dai detagli. Ai lati della croce intrecciata spiccano due splendidi pavoni blu. Nella tradizione cristiana, il pavone è simbolo di risurrezione e immortalità perché si credeva che le sue carni fossero incorrutibili. Questi pavoni, con il loro blu intenso, sembrano pronti ad annunciare il Risorto nella note di Pasqua. Il contrasto tra l’oro della base e i colori vivaci - dal rosso rubino al verde smeraldo fino al viola regale - rende l’insieme incredibilmente dinamico. Non è un cero austero che incute soggezione, ma una luce che mete allegria. È il segno di un Cristo che parla tute le lingue, abita tutti i colori e ci invita a fare festa (di fr Alberto Maria). Download del testo