Salmo di esultanza, questo, per la gioia dei pellegrini giunti a Gerusalemme.
L'immagine trasforma lo spazio in un'unica grande visione della città tanto agognata.
Per lei si chiede e si augura, a gran voce, la pace. Questa pace, tanto invocata, tinge di sé, d'azzurro, ogni cosa.
Così Gerusalemme si disegna contro l'azzurro, lo contiene nel suo seno, ne è intessuta in ogni parte. Spunta l'azzurro tra gli interstizi dei muri, fa capolino fra una porta e l'altra, balugina fra le torri, scintilla sulle lucide cupule, accarezza leggero le forme eleganti dei pinnacoli.
I pellegrini entrano festanti in questo spazio luminoso, bianche le vesti, leggiadro l'incedere.
Il loro passo è divenuto passo di danza che poggia delicato sulle amate pietre della città.
Ma cosa indicano le lettere incise a caratteri d'oro su di esse? Sono le iniziali delle dodici tribù d'Israele ed indicano l'indispensabile tessuto della pace: uniformità di posizione e varietà di forme.